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Borse oggi galvanizzate dalla galassia AI in vista di una settimana cruciale. Pochi spiragli tra Iran e Usa. Petrolio oltre 107 dollari

Solo un timido spiraglio si intravvede nei colloqui tra Iran e Usa, ma gli investitori si concentrano sul settore dell’intelligenza artificiale, mentre sono in arrivo questa settimana le trimestrali di 5 delle Magnifiche Sette Usa. In campo anche le maggiori banche centrali. Le borse asiatiche registrano nuovi record. Borse europee viste aprire in lieve rialzo. A Piazza Affari occhi a Unicredit, Eni, Leonardo

Borse oggi galvanizzate dalla galassia AI in vista di una settimana cruciale. Pochi spiragli tra Iran e Usa. Petrolio oltre 107 dollari

Sono i titoli delle aziende della filiera dell’intelligenza artificiale a spingere i mercati asiatici stamane verso nuovi record, mentre resta sostanzialmente in stallo la situazione in Medio Oriente: uno spiraglio in realtà ci sarebbe, quello indicato dall’agenzia Axios di un’apertura dell’Iran a trattare, ma il prezzo del petrolio, diventato termometro della tensione, indica ancora un’asticella in rialzo verso i 106 dollari il barile.
Ma la settimana ha molti spunti da offrire agli investitori, sia dal lato della politica monetaria con i meeting di molte banche centrali, sia dal lato delle trimestrali con cinque delle Magnifiche sette che forniranno i dati trimestrali.

Possibile indicazione dell’Iran a trattare. Ma il petrolo sale del 2%

Sul fronte del Medio Oriente, Axios ha riportato stamane che l’Iran ha proposto un piano, veicolato tramite mediatori in Pakistan, che prevede un’estensione del cessate il fuoco affinché le parti possano lavorare per una soluzione definitiva ai combattimenti, mentre i colloqui sul nucleare si terrebbero in un secondo momento, solo dopo la revoca del blocco statunitense dello Stretto di Hormuz. Secondo Axios, i mediatori pakistani hanno presentato la proposta alla Casa Bianca, ma non è chiaro se gli Stati Uniti intendano prenderla in considerazione. Si prevede che Trump oggi terrà una riunione nella Situation Room sull’Iran con i suoi principali collaboratori per la sicurezza nazionale e la politica estera. Sabato, il presidente degli States, Donald Trump, ha fermato il viaggio degli inviati Steve Witkoff e Jared Kushner a Islamabad, in Pakistan, per i colloqui con Teheran.

Il prezzo del petrolio sembra non aver molta fiducia nel procedere dei colloqui mostrando ancora un rialzo stamane: il brent cresce di quasi il 2% oltre 107 dollari il barile stamane. Il Wti è in rialz dell’1,7% a 96 dollari. La scorsa settimana il prezzo medio del Gnl per le consegne di giugno nell’Asia nord-orientale si è attestato a 16,70 dollari per milione di unità termiche britanniche, quasi il 61% in più rispetto ai livelli prebellici. Gli analisti di Goldman Sachs hanno rivisto al rialzo le previsioni sul prezzo del petrolio Brent a fine anno, portandole da 80 a 90 dollari al barile, basandosi sull’aspettativa di un ritorno alla normalità delle esportazioni del Golfo entro la fine di giugno. “È probabile che si verifichino aumenti di prezzo non lineari se le scorte scendono a livelli criticamente bassi, cosa che non si verificava da diversi decenni”, hanno avvertito in una nota.

Al di là dei derivati ​​petroliferi e del mercato fisico, ancora più saturo, dove il carburante per aerei raggiunge i 185 dollari al barile a Singapore, gli investitori azionari hanno cercato di guardare oltre lo shock petrolifero per concentrarsi su una tendenza dell’intelligenza artificiale considerata inarrestabile.

Occhi puntati in settimana su 5 delle Magnifiche Sette

Ma gli investitori hanno altro su cui focalizzare l’attenzione questa settimana, a partire dalle trimestrali Usa che sfoggeranno i dati di 5 delle Magnifiche Sette, proprio mentre tutto il settore dell’intelligenza artificiale è in gran fermento, trainato dagli strepitosi dati di Intel della scorsa settimana: Microsoft, Alphabet, Amazon e Meta sono tutti pronti a pubblicare i loro report mercoledì, con gli investitori concentrati ad analizzare i massicci piani di spesa in conto capitale per costruire data center e altre infrastrutture a supporto delle applicazioni AI. Invece giovedì toccherà a Apple con il recente cambio del suo Ceo, dopo l’uscita di Tim Cook.

Gli indici azionari Usa questo mese hanno raggiunto i massimi storici, nonostante le tensioni in Medio Oriente, trainati dal settore tecnologico. L’indice di riferimento S&P 500 venerdì era in rialzo di circa il 13% dal 30 marzo. In questo arco di tempo il Nasdaq Composite, fortemente orientato al settore tecnologico,è aumentato di oltre il 19%. I titoli dei produttori di chip si sono distinti, con l’indice Philadelphia SE Semiconductor in rialzo per 18 sessioni consecutive a partire da venerdì.

Finora la stagione delle trimestrali Usa è stata incoraggiante: secondo Lseg, a venerdì l’81,3% delle società dell’indice S&P 500 ha registrato utili superiori alle previsioni degli analisti, con un aumento complessivo degli utili previsto del 16,1% nel primo trimestre.

Comunque questa settimana più di un terzo delle società dell’indice S&P 500 pubblicherà i propri risultati tra cui la casa farmaceutica Eli Lilly, produttrice di farmaci per la perdita di peso, la major petrolifera Exxon Mobil e la società di elaborazione dei pagamenti Visa.

In campo anche le banche centrali: dalla Boj alla Fed e dalla Bce alla Boe e al Canada

Questa settimana ci realizzerà la congiunzione astrale anche delle politiche monetarie mondiali, con in agenda i meeting di Federal Reserve, Banca centrale europea e Bank of Japan. Per tutte si attendono tassi stabili, ma per ognuna saranno i dettagli a contare di più per gli investitori, soprattutto per quanto riguarda considerazioni sull’impatto della guerra in Medio Oriente sull’inflazione.

La Banca del Giappone sarà la prima, con la riunione di domani ed è la banca centrale che appare più incerta sui tasssi. Se i colloqui di pace si avvicinassero a un accordo, la Boj potrebbe essere più propensa ad alzare il costo del denaro dal livello attuale a breve termine dello 0,75%..

La Fed si pronuncerà, mercoledì, al termine della riunione di due giorni, che potrebbe essere l’ultima con Jerome Powell al timone, visto che il suo mandato come presidente terminerà il 15 maggio. L’ex governatore della Fed Kevin Warsh, scelto dal presidente Donald Trump come prossimo presidente della Fed, è comparso questa settimana davanti a una commissione del Senato degli Stati Uniti per l’udienza di conferma, promettendo di mantenere l’indipendenza della banca centrale rispetto alla Casa Bianca. Venerdì è emersa la notizia che il Dipartimento di Giustizia statunitense sta chiudendo l’indagine su Powell relativa ai costi di ristrutturazione del quartier generale della Federal Reserve, eliminando così un ostacolo fondamentale per l’insediamento di Warsh. La prossima settimana saranno pubblicati anche i dati sulla crescita economica Usa del primo trimestre, nonché l’indice dei prezzi delle spese per consumi personali di marzo, l’indicatore di inflazione preferito dalla Federal Reserve. Entrambi i rapporti potrebbero fornire informazioni sulle ripercussioni economiche del conflitto in Medio Oriente fino ad ora.

Anche la Banca Centrale Europea e la Banca d’Inghilterra dovrebbero mantenere i tassi invariati giovedì, ma il loro tono e le loro prospettive potrebbero mettere in discussione le aspettative del mercato, che potrebbero prevedere due rialzi di 25 punti base nel corso dell’anno per entrambe le banche.

Borse dell’Asia in rialzo spinta dai tech: Tsmc balza del 6%

I mercati asiatici hanno terminato la sessione in rialzo con l’indice complessivo Msci dell’Asia Pacifico salito dell’1,7%. I mercati di Taiwan, Tokyo e Seul hanno tutti seguito Wall Street raggiungendo massimi storici, cavalcando una nuova ondata di ottimismo sull’intelligenza artificiale.

In Cina, il CSI 300 guadagna lo 0,3%. L’Hang Seng di Hong Kong oscilla intorno alla parità. La banca centrale cinese sta tentando di contenere l’eccesso di liquidità nel sistema finanziario riducendo l’ammontare dei fondi a medio termine che presta alle banche. Secondo Bloomberg, la People’s Bank of China prevede di ritirare 200 miliardi di yuan (29,3 miliardi di dollari) dopo che le continue iniezioni e la debole domanda di credito hanno portato a un surplus di liquidità nel mercato interbancario, spingendo i costi di finanziamento a minimi pluriennali e alimentando un rally obbligazionario.

In Giappone, il Nikkei sale dell’1,7%. Lo yen guadagna terreno sul dollaro.

In Corea del Sud, il Kospi sale del +2,6%. Il Taiex di Taiwan avanza del +2,4%, spinto dal comparto dei semiconduttori. Taiwan Semiconductor Manufacturing è salito del 6% toccando un record. Le azioni di Nomura Holdings sono invece crollate dopo che l’utile del quarto trimestre non ha raggiunto le stime degli analisti, a causa di svalutazioni e di una perdita in Europa.

Le valute hanno oscillato leggermente, con l‘euro a 1,1725 dollari e lo yen a 159,26 rispetto al dollaro. Il mercato dei titoli di stato è rimasto tranquillo in attesa delle riunioni delle banche centrali.

Borse europee viste aprire in lieve rialzo. A Piazza Affari occhi a UniCredit, Eni, Leonardo

Borse europee attese aprire in leggero rialzo: +0,09% il futures sull’Eurostoxx50.

Germania. Il sentiment dei consumatori tedeschi è destinato a peggiorare in vista di maggio, a causa del deterioramento delle aspettative sui redditi delle famiglie di fronte all’impennata dell’inflazione, alimentata dal conflitto in Medio Oriente e dalle sue ripercussioni sui prezzi energetici. È quanto emerge da un’indagine pubblicata oggi. L’indice del clima di fiducia dei consumatori, stilato dal Nuremberg Institute for Market Decisions (NIM) e dall’istituto di ricerca GfK, ha mostrato una flessione a -33,3 punti per maggio, rispetto al dato di aprile rivisto leggermente al ribasso a -28,1.


Brunello Cucinelli. Ha rafforzato i propri controlli per monitorare l’applicazione delle misure restrittive adottate dall’Unione europea nei confronti della Russia, stando a quanto emerge dalla sua relazione finanziaria annuale 2025, dopo le accuse dello scorso anno relative alla presunta violazione delle restrizioni all’export.

Eni. La guerra in Iran avrà un impatto maggiore e più duraturo sui prezzi del petrolio e del gas rispetto a quanto il mercato stia stimando. Lo ha detto Francesco Gattei, Chief Transition and Financial Officer del gruppo, nel corso della conference call di presentazione dei risultati del primo trimestre.

Leonardo. Morgan Stanley ha alzato il target price a 82 euro dai precedenti 71. Giudizio Overweight confermato.

Nexi. BofA ha tagliato la raccomandazione a Underperform.

Stellantis. Peugeot inizierà a produrre veicoli in Cina utilizzando la tecnologia di Dongfeng , partner di lungo corso, sia per il mercato interno sia per le esportazioni.

Terna. L’ad uscente, Giuseppina Di Foggia, ha sottoscritto un accordo per la cessazione anticipata e la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro, con effetto dal 5 maggio. In base all’accordo, Di Foggia, che riceverà un trattamento di fine mandato di 108.760 euro lordi, rinuncia all’indennità integrativa di fine rapporto spettante per la sua posizione di direttore generale, per cui l’azienda aveva accantonato precauzionalmente un importo di oltre 7 milioni.

UniCredit. L’istituto avrebbe ulteriormente aumentato la propria partecipazione in Assicurazioni Generali oltre il 9%, ha riportato domenica Il Messaggero citando indiscrezioni. Inoltre, secondo la Repubblica di sabato, UniCredit sarebbe dietro un’operazione di block trade effettuata venerdì sullo 0,3% del capitale di Generali. La quota di Gae Aulenti nel Leone supererebbe il 10% una volta completato il programma di riacquisto di azioni, che porterebbe alla cancellazione di titoli equivalenti a circa l’1% del capitale di Generali, ha aggiunto il quotidiano. La decisione di incrementare la partecipazione mira a rafforzare la posizione della banca in vista di eventuali operazioni che coinvolgano l’assicuratore portate avanti da altri operatori e a sostenere i legami commerciali, ha riportato sabato Bloomberg citando persone a conoscenza della questione.

Banco Desio. L’Opa dell’istituto lombardo su Solutions Capital Management Sim si è conclusa con adesioni pari al 97,66% del capitale sociale, in base ai risultati provvisori dell’offerta, superando dunque la soglia del 95% indicata come condizione per l’efficacia dell’operazione.

Juventus. E’ finita 0 a 0 la partita di campionato ieri fra Milan e Juventus.

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